Nel disegno di legge sulla pubblica amministrazione la soluzione al pasticcio su salario accessorio e stabilizzazioni

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Fonte: Il Sole 24 Ore

Via libera del Consiglio dei ministri alle misure per lo sblocco totale del turn over nella Pubblica amministrazione e il contrasto dell’assenteismo negli uffici pubblici. Lo sblocco, entra nel dettaglio una nota della Funzione pubblica, sarà «al 100% del personale cessato l’anno precedente» nella Pa, con la possibilità di assumere dalle graduatorie a scorrimento ma anche «tramite apposite procedure concorsuali indette in deroga alla normativa vigente in materia di mobilità del personale e senza la necessità della preventiva autorizzazione, da svolgersi secondo procedure semplificate e più celeri».

“Il ddl si chiama concretezza perché non vuole essere l’ennesima riforma epocale ma vuole permettere alla Pa di cominciare a correre, ed è propedeutico alla trasformazione digitale”

Bongiorno: impronte digitali contro i “furbetti del cartellino”
Le assunzioni in arrivo, spiega invece il ministro per la Pa Giulia Bongiorno in conferenza stampa a Palazzo Chigi, saranno un «numero pari all’80% di quelle previste e poi verranno fatte verifiche puntuali. Questo consentirà di avere nell’immediatezza un ricambio generazionale, ma saranno assunzioni mirate». Altra novità in vista per gli uffici pubblici è la rilevazione biometrica delle presenze dei pubblici dipendenti. L’identificazione con impronte digitali di chi entra in ufficio «non è punitiva, ma tutela i dipendenti che lavorano, quelli che non sono fannulloni», garantisce il ministro avviando la nuova crociata contro i “furbetti del cartellino”. Il ddl, aggiunge, «si chiama concretezza perché non vuole essere l’ennesima riforma epocale ma vuole permettere alla Pa di cominciare a correre», ed è «propedeutico alla trasformazione digitale».

Procedure semplificate con un occhio al digitale

Il ddl si chiama concretezza perchè l’obiettivo – insiste Bongiorno – è di assicurare «una effettiva semplificazione delle procedure dell’amministrazione nell’epoca della trasformazione digitale, da anni se ne parla ma resta sempre sulla carta, la ragione è ascrivibile al fatto ad esempio che si crea la carta d’identità digitale ma poi ci vogliono mesi e mesi per prendere un appuntamento con l’amministrazione. Ci sono anche amministrazioni che spesso disapplicano alcune norme, come l’autocertificazione». «L’idea – conclude – è di lavorare su queste procedure concrete per abbreviare i tempi e rendere più efficienti le amministrazioni ed effettiva la trasformazione digitale».

Un “Piano nazionale delle azioni concrete”
Nel dettaglio il disegno di legge si compone di 6 articoli. L’articolo 1 prevede l’istituzione del Nucleo della concretezza che, in collaborazione con l’Ispettorato della funzione pubblica, svolge sopralluoghi e visite presso le singole amministrazioni, proponendo eventuali misure correttive con l’indicazione dei tempi di realizzazione. Un “Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni” elencherà le azioni per la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento delle Pubbliche amministrazioni e le azioni dirette ad implementare la
loro efficienza, con indicazione dei tempi per la loro realizzazione.

Le altre misure del Ddl
L’articolo 2 detta misure per contrastare l’assenteismo dei dipendenti pubblici, prevedendo l’utilizzo generalizzato di sistemi di identificazione biometrica e di videosorveglianza per rilevare presenze e il rispetto dell’orario di lavoro. L’articolo 3 recepisce invece un’osservazione della Corte dei conti sulle stabilizzazioni effettuate nella precedente legislatura prevedendo, mediante una norma di interpretazione autentica, l’adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale in proporzione al numero delle nuove assunzioni. L’articolo 4 detta le già ricordate misure per garantire assunzioni mirate e accelerare il ricambio generazionale nella Pa. L’articolo 5 contiene una disposizione finalizzata a prevedere la sostituzione dei buoni pasto erogati in base delle convenzioni stipulate da Consip. L’articolo 6 prevede infine che le disposizioni della legge costituiscano principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e siano applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.

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