Il dottor Salvatore D’Angelo vincitore del concorso per l’abilitazione nazionale a professore di prima fascia

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“La gioia per il significativo traguardo raggiunto dal dottor Salvatore D’Angelo, vincitore del concorso per l’abilitazione nazionale a professore di prima fascia (ordinario) per il settore 06/D3 (malattie del sangue, oncologia e reumatologia) ci induce qualche amara considerazione”. Le congratulazioni per il grande successo dell’allievo del professor Olivieri danno spunto al Segretario Fials Giuseppe Costanzo, per alcune considerazioni su un nodo strategico della sanità lucana.
“Una delle grandi lezioni del professore Olivieri – commenta il segretario provinciale della Fials – era che le attività di ricerca, a cui con tanti sacrifici il suo gruppo di lavoro si dedicava, non erano uno “sfizio” o un esercizio narcisistico ma un’esigenza vitale per la crescita della qualità clinica. Senza ricerca, senza didattica, spiegava in ogni occasione, la medicina non va avanti”.
“La vittoria al concorso universitario più impegnativa” – prosegue Costanzo – da parte di uno dei suoi allievi così come il recente successo dell’importante intervento di chirurgia robotica ricostruttiva eseguito dal dr Falabella oltre al consolidato “rilancio” della cardiochirurgia e del Dipartimento Cardiovascolare con l’arrivo del  Dr Luzi, confermano che, al San Carlo lavorano giovani di talento che insieme a tanti altri professionisti danno tanto di più alla realtà aziendale e alla sanità lucana. Eppure mai come in questo periodo – come più volte affermato dal commissario-dg dottor Maglietta – il San Carlo soffre di una carenza di giovani professionisti. Nonostante i tanti enunciati nulla si fa per realizzare una facoltà di Medicina per cui esistono tutte le opportunità. La prossimità tra il grande ospedale e il campus universitario assicura, tra l’altro, le migliori condizioni logistiche. Ma evidentemente la resistenza della  “forze contrarie” è più forte della volontà politica di mettere su una struttura fondamentale per la crescita complessiva del sistema sanitario lucano”.
“Anche sulla questione della ricerca c’è da ridire. Sono passati ormai cinque anni dall’annuncio dell’avvio del percorso per il riconoscimento della Reumatologia come Irccs. Per trasformare il Crob in Istituto di ricerca e cura c’è voluto molto meno tempo. L’impegno finanziario e il sostegno al progetto da parte della Regione non sono mancati. Ancora un anno e mezzo fa, dopo che i primi ricercatori avevano preso servizio, l’assessore alla Persona, oggi facente funzione di presidente della Giunta, prendeva l’impegno solenne a realizzare l’Irccs per onorare la memoria del compianto professor Olivieri. Ora tutto faticoso, a cominciare dai lavori per la sede dell’Istituto, che è condizione necessaria ma non sufficiente per il riconoscimento. O si rilancia – conclude Costanzo – con forza e decisione il progetto, realizzando le opere necessarie, attuando le indicazioni provenienti da Roma, oppure si abbia il coraggio civile di riconoscere il fallimento, ma sarebbe un errore irrecuperabile  vanificare un patrimonio ereditato da un grande scienziato.

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