Sette testimoni per la Piccola Roma. Ecco il documentario dei Vescovi Romeni per il Papa

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I Vescovi della Romania, giunti a Roma per incontrare Papa Francesco in visita ad limina, hanno presentato al Pontefice un documentario particolare: “Sette testimoni per la Piccola Roma”. Il cortometraggio racconta la storia della Chiesa greco-cattolica della Romania. Una chiesa unita con Roma nel 1700, messa fuori legge nel 1948 per oltre 40 anni, ma risorta dalla testimonianza dei martiri e dalla fede del suo popolo. 

Il Cardinal Iuliu Hossu, Vescovo di Cluj Gherla, Valeriu Traian Frențiu, Vescovo di Oradea Ioan Suciu, Amministratore apostolico dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș Ioan Bălan, Vescovo di Lugoj, Alexandru Rusu, Vescovo di Maramureș Vasile Afenie, Vescovo ausiliare dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș Tit Liviu Chinez, Vescovo ausiliare dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș: questi i nomi dei “sette martiri” che donarono tutta la loro vita per non far cessare la Chiesa cattolica in Romania durante il comunismo.

Il documentario si basa sui ricordi del cardinale Iuliu Hossu e usa gli archivi dall’Archivio Nationale di Film dai archivi dell’Arcieparchia di Alba-Iulia e Făgăraș, dalle eparchie di Cluj, Oradea, Lugoj e Bucarest. Nel 1948 la Chiesa greco-cattolica viene soppressa con un decreto legge. Sette Vescovi non accettano di rompere con Roma e categoricamente rifiutano l’abolizione del culto cattolico in Romania. Ed è qui che inizia il loro “martirio”.

I ricordi del cardinale Hossu si intrecciano con quelli dei Vescovi Romeni di oggi e raccontano la dura storia della Romania sotto il comunismo. Ci furono tre tempi di persecuzione per i vescovi: il primo fu quello del convincimento, il secondo quello dell’arresto e infine lo sterminio. Tre di questi vescovi perseguitati morirono in un lager. Il più giovane, Ioan Suciu, aveva 46 anni.

“La nostra fede è la nostra vita”, è stato il motto di quei vescovi che hanno dato la loro vita per quella Chiesa perseguitata e non hanno violato la loro coscienza. Il documentario è stato presentato alla stampa l’8 novembre presso la Filmoteca Vaticana.

 

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