Amarone della Valpolicella

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amarone valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è il più pregiato dei vini veronesi e uno dei più importanti rossi italiani. È un rosso granato scuro e brillante che nasce dall’evoluzione del vino Recioto, vino tra i più antichi: se ne trova traccia già nel quarto secolo dopo Cristo quando Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, descrive in una lettera un vino ottenuto con una speciale tecnica d’appassimento delle uve, chiamato allora Acinatico, prodotto in Valpolicella.

Amarone della Valpolicella: caratteristiche organolettiche

Il profumo dell’Amarone ha un prevalenza di fruttato, speziato e floreale, con cenni di minerale, balsamico ed etero. Ha i sentori di frutta passita, amarene e mirtilli, con note di cacao, caffé, tabacco e cuoio nuovo. Il sapore è asciutto ma molto morbido, con corpo pieno. È un vino che può superare i vent’anni di conservazione.

Il disciplinare di produzione attualmente in vigore prevede che l’Amarone venga prodotto con i vitigni corvina, corvinone e rondinella. Sono poi ammessi altri vitigni a bacca rossa non aromatici fino ad un massimo del 15% con un limite del 10% per ogni singolo vitigno. Altri vitigni classificati autoctoni italiani, a bacca rossa, sono ammessi alla coltivazione per la Provincia di Verona per il 10% totale.

Dove nasce l’Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella nasce nella zona della Valpolicella Classica (provincia di Verona) nei comuni di Negrar, Fumane, Marano di Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano. Ma anche nelle valli circostanti quali Valpantena, Val d’Illasi, Val di Mezzane e Val Tramigna dove invece si produce l’Amarone della Valpantena e l’Amarone. La tutela del vino viene gestita dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Come abbinare l’Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è un vino elegante ed equilibrato particolarmente adatto ad essere abbinato ai secondi piatti della tradizione, cacciagione, brasati, arrosti e spezzatini come lo stracotto di asino o la pastissada de caval. Adatto anche ad un filetto in crosta o un coq au vin, il fagiano con noci e tartufo, le beccacce sui crostoni o la spuma di anatra. Tra i primi piatti, invece, non possiamo scordare la pasta e fagioli mentre è possibile utilizzarlo come ingrediente per preparare il famoso risotto all’Amarone. Tra gli antipasti si consiglia di abbinarlo a formaggi stagionati quali Taleggio, Reblochon, Quartirolo, Murazzano e Formaggio di Fossa. Un abbinamento un po’ inusuale per gustarlo anche durante il dolce è con i biscotti ai mirtilli.

Si tratta comunque di un vino che dà il meglio di sé in qualità di vino da meditazione: si consiglia, pertanto, di consumarlo da solo, a fine pasto.

La temperatura di servizio dovrebbe aggirarsi sui 18/20 gradi e si deve utilizzare un bicchiere grande da rosso.

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