Brentonico: bufera scoperchia 2 malghe e rade al suolo il bosco al Dos de Rabion

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L’assessore comunale al turismo, agricoltura e foreste del Comune di Brentonico, Moreno Togni, traccia un bilancio dei danni che la recente ondata di maltempo ha causato sull’altopiano; delinea anche gli interventi che il Comune intende portare avanti.

In particolare, ha effettuato un sopralluogo sul «Dos de Robiom», e presso due malghe in montagna: Malga Postemon e malga Pravech de Sora. Al parco di Brentonico sono stati divelti alcuni alberi secolari e, in generale in tutte le frazioni, si riscontrano danni al patrimonio boschivo (anche privato) oltre che nei parchi e giardini pubblici.

Spiega l’assessore: «Rispetto al Dos de Rabion, l’accesso al bosco è al momento interdetto perché pericoloso e pieno di insidie. Fra l’altro, è stata anche abbattuta l’intera linea telefonica che lo percorreva. Lo stesso territorio era appena stato sistemato dopo gli schianti del 6 agosto 2017.

La bufera di fine ottobre ha abbattuto gran parte degli alberi, in prevalenza pino nero e larice. Si dovrà iniziare da capo per la sistemazione del bosco ma, soprattutto, bisognerà ripensare al futuro di tutta quell’area, molto frequentata dai brentegani e dove c’erano la passeggiata della salute e il bosco degli gnomi creato dai giovani delle scuole elementariStiamo già pensando a un progetto di riqualificazione di tutto quello che possiamo chiamare “bosco della città” ma lo vogliamo fare attraverso un percorso partecipato col coinvolgimento della cittadinanza e soprattutto delle scuole.

Intanto stiamo procedendo col progetto di taglio, in collaborazione con la Forestale e il custode comunale, per provvedere quanto prima alla rimozione di tutto il legname: siamo nell’ordine dei 7 – 800 metri cubi, ma questa è una stima molto approssimativa. I soldi che si ricaveranno dalla vendita saranno impegnati per la riqualificazione del bosco stesso».

Il bosco è un uso civico delle frazioni di Lera e Fontana e presenta anche alcuni manufatti della prima guerra; era stato ripiantato dopo il conflitto. Come era in uso a quei tempi, erano state messe a dimora molte conifere, in particolare il pino nero che ora, però, aveva concluso la sua funzione di preparare il terreno e, invecchiando, era diventato facilmente attaccabile da malattie e parassiti quali la processionaria. Per questo, si dovrà rivedere il tipo di essenze da piantare, optando sulle latifoglie e soprattutto su piante autoctone.

Sul fronte delle malghe, anche in questo caso gravi danni. Sono state scoperchiate malga Postemon e malga Pravech de Sora. «Oltre a quelle – spiega ancora Tognisono state divelte anche le lamiere delle rispettive porcilaie. Al momento si è provveduto a una copertura provvisoria per passare l’inverno, ormai alle porte. Si tratta di 2 delle 9 malghe che il Comune amministra, essendo anch’esse di uso civico.

Tutte le malghe, infatti, vengono monticate nel periodo estivo e per questo si dovrà provvedere, appena le condizioni lo permetteranno, alla loro sistemazione contando anche nel contributo della Provincia che, in questi casi, si spera possa intervenire data l’importanza che il sistema malga riveste per l’economia di montagna e il mantenimento del territorio».

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