Dottoressa aggredita da un paziente pregiudicato a Rovereto: l’ordine chiede interventi adeguati

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Sul brutto episodio che si è verificato alla fine di ottobre 2018 interviene il Dott. Marco Ioppi  Presidente Ordine dei medici della Provincia autonoma di Trento

Come si ricorda una dottoressa era stata presa a schiaffi da un paziente pregiudicato, in pieno giorno, nell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto.

L’uomo, un 30enne già noto alle forze dell’ordine, si era recato dalla guardia medica per una visita ma era molto spazientito.

Il soggetto si era seduto per qualche minuto nei corridoi attendendo il suo turno insieme ad altre persone ma voleva essere visitato subito.

Dopo le lamentele aveva cominciando a dare fastidio anche agli altri utenti in attesa, quindi è passato alla vera e propria rabbia urlando nei corridoi. La dottoressa dopo aver tentato di calmarlo è stata offesa minacciata ed infine aggredita.

«Sembra la scena di un film che non avremmo mai voluto vedere, orribile, che mette in evidenza una assurda contraddizione. Pensavamo che potesse accadere altrove ma non da noi e che la realtà trentina fosse esente. Invece è accaduto, in pieno giorno, in un ambulatorio di continuità assistenziale di Rovereto»Dichiara in una nota il presidente dell’ordine dei medici Trentini

Va inoltre evidenziato che l’epilogo poteva essere drammatico: solo il sangue freddo della dottoressa, che si è rinchiusa dentro un ambulatorio, ha evitato il peggio. L’aggressore era infatti completamente fuori di se.

Il dramma delle violenze nei confronti dei medici fa parlare il presidente nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici di “un vero e proprio bollettino di guerra” tanto grave che anche in Parlamento è depositato un disegno di legge di iniziativa governativa per arginare quella che sta diventando una vera emergenza di sanità pubblica.

«Il consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Trento, a questo proposito,  – continua Marco Ioppi –  nel condannare con forza l’accaduto ed esprimere piena solidarietà e vicinanza alla dottoressa di Rovereto, richiede alle istituzioni competenti un intervento urgente al fine di garantire la sicurezza delle sedi di continuità assistenziale. Questo episodio evidenzia un grave problema di disagio sociale ed è la punta di un iceberg della esistenza di una ”questione medica” che si manifesta nel venir meno del rapporto di fiducia tra medico e paziente senza il quale non è possibile nessuna forma di tutela della salute».

Di fronte a questi gravi episodi l’Ordine chiede l’intervento della politica e delle istituzioni «nella convinzione che non siano sufficienti le dichiarazioni di intenti e che non basti più neppure la solidarietà, – termina il presidente dell’ordine dei medici trentino –  ma fatti concreti e un progetto di recupero culturale che aiuti e impegni i medici a mantenere al centro il paziente, prendersi cura delle sue fragilità in un contesto dove la sanità rimane l’ultimo collante sociale».

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