Il capo di Stato maggiore Vecciarelli: “Difendere i confini non è più necessario”

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Roma, 10 nov – Abbasso i confini, viva la libertà di muoversi. Sono queste gli agghiaccianti concetti espressi dal nuovo capo di stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, che in occasione della presentazione del volume 1948-2018 I Carabinieri negli anni della Costituzione, ha dichiarato: “Dobbiamo collaborare con tutti gli altri Paesi affinché le situazioni d’instabilità siano ridotte il più possibile. Noi non siamo schierati da una parte e dell’altra ma da quella di chi vuole sicurezza e stabilità. Oggi non è più necessario difendere i confini, quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”. Non male, come dichiarazione, a pochi giorni di distanza dal centenario della vittoria italiana nella Grande guerra, occasione in cui quei confini furono tracciati col sacrificio di milioni di italiani.

I confini non vanno più difesi: è questa l’ideologia che permea i nuovi vertici delle forze armate? Sembrerebbe di sì, se è vero che, a quanto riporta l’Ansa, Vecciarelli ha anche affermato: “Bisogna ricordare a tutti che la libertà, la democrazia, il vivere civile non sono gratis. Serve il lavoro, la fatica e anche il sangue” di chi ogni giorno dedica la vita al proprio paese. Ci troviamo in un momento in cui, ha spiegato il generale, “assistiamo al ritorno sulla scena di nazionalismi e il rafforzarsi di potenze nucleari”, un “mondo alla rovescia” rispetto a quanto immaginato dopo la seconda guerra mondiale con la nascita dell’Onu. Sarà, ma a noi il “mondo alla rovescia” sembra quello in cui i generali parlano come gli attivisti dell’estrema sinistra.

Ma sembra difficile attendersi una presa di posizione forte da parte del ministero della Difesa, in questo senso. Elisabetta Trenta, presente anch’essa alla presentazione del libro, dopo aver garantito che dai tagli alla Difesa previsti dalla manovra, circa 500 milioni di euro, “non deriverà assolutamente alcun pericolo per la sicurezza”, ha ricordato che “esiste un piano di assunzioni nelle forze armate perché è necessario rinnovare, il personale invecchia”. Per poi spiegare: “Prima o poi avremo una donna generale e questa è una certezza. Nel futuro le donne saranno sempre più pienamente integrate nelle forze armate. Le donne hanno una maggiore sensibilità utilissima nelle missioni di pace e riescono ad essere soprattutto un elemento di risoluzione dei conflitti. Abbiamo bravissime soldatesse”.

Insomma, un vero progetto di svirilizzazione delle forze armate (in cui, a scanso di equivoci, le donne hanno il diritto di fare tutta la carriera che meritano, ma non certo perché sono più sensibili, dato che, per quanto le si chiami ipocritamente “missioni di pace”, sempre la guerra finiranno per dover fare). Insomma, dopo la polemica sul video promozionale che sembra sia stato censurato perché troppo “combat”, altri colpi simbolici vengono assestati all’onore del nostro esercito. Ma come si possa essere “sovranisti” senza tutelare il principale strumento della nostra sovranità, non è affatto chiaro.

Giorgio Nigra

L’articolo Il capo di Stato maggiore Vecciarelli: “Difendere i confini non è più necessario” proviene da Il Primato Nazionale.

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