Infortuni terreni di gioco: se la manutenzione è scarsa è possibile chiedere il risarcimento dei danni

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Di contro all’ascesa dei così detti sport minori, permane l’ingerenza del calcio quale attività popolare, praticata da adulti e bambini.

Succede spesso che durante lo svolgimento di questa attività sportiva, dilettantistica, professionistica o amatoriale, i calciatori possano subire infortuni dalle cause svariate, quali ad esempio gli scontri di gioco o e defezioni dell’impianto.

Nello specifico è opportuno chiarire che, in base alla narrazione dei fatti e tenendo conto della così detta “scriminante sportiva” derivante dall’accettazione del rischio da parte degli atleti, la responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo possa ricadere sul gestore del campo sportivo dove si è tenuta la partita o sul giocatore avversario che ha causato l’infortunio.

Al momento, concentreremo l’attenzione sugli oneri del gestore dell’impianto, in altre parole sulla ripartizione della responsabilità per i danni provocati al calciatore da problemi legati alla struttura, come le porte, le recinzioni, il terreno e la cattiva manutenzione.

Ebbene, plurimi orientamenti giurisprudenziali sostengono che qualora il giocatore si faccia male sul terreno di calcio, il gestore o proprietario dell’impianto è sempre responsabile fatto salvo i casi in cui provi che: il danno deriva da caso fortuito, è provocato dal danneggiato stesso o è insito nella natura tipica della attività calcistica e del rischio a cui si sottopongono coloro che decidono di giocare.

La responsabilità del gerente, quindi, prescinde dall’onere della prova che in altre fattispecie sarebbe a carico di chi ha subito il danno.

Nella gestione degli impianti ed attrezzature per lo svolgimento dell’attività sportiva, è titolare di una posizione di garanzia, ai sensi dell’art. 40, II° comma, c.p., che lo vincola, anche ai sensi dell’art. 2051 c.c., a garantire l’incolumità fisica degli utenti e ad adottare ogni misura idonea ad impedire che vengano superati i limiti del rischio connaturato alla normale pratica sportiva.

È chiaro come tra gli oneri posti a carico del gestore/proprietario vi sia la manutenzione del manto erboso.

Tuttavia, nel caso l’infortunio occorso possa essere ascritto alla cattiva manutenzione del giardiniere o dell’azienda che ha realizzato la messa in opera del sintetico, lo stesso può essere chiamato in causa per il risarcimento dei danni patiti dal ricorrente.

Per quanto concerne il prato naturale, è importante che il manutentore svolga la propria attività con competenza e professionalità, prendendosi cura del terreno di gioco degli stadi.

In linea con questa esigenza di professionalizzazione del sistema sportiva, si evidenzia l’introduzione sul mercato, nazionale e internazionale, di figure professionali quali ad esempio i groundsman.

A cura dell’avvocato Valentina Porzio

Per info ed approfondimenti, scrivere a: avvocato@valentinaporzia.com

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