“Berlusconi ha dato 5 milioni di euro a Ruby”: la confessione dell’ex avvocato della ragazza

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L’ex legale di Ruby ha dichiarato, attraverso una nota, che Berlusconi avrebbe versato alla sua assistita 5 milioni di euro.

“Un pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Antigua Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico”. L’ex avvocato di Ruby, diventata famosa per il processo a Silvio Berlusconi, avrebbe ricevuto quella somma di denaro, come rivelato dall’ex avvocato della ragazza, Karima El Marhroug (questo il suo vero nome). Secondo quanto dichiarato da Egidio Verzini, il legale che ha assistito la ragazza sette anni fa, tre di questi milioni “sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente di Ruby”, gli altri due sarebbero andati invece all’ex compagno di lei, Luca Risso. A queste affermazioni ha prontamente risposto Niccolò Ghedini, uno degli avvocati del Cavaliere: “Sono tute falsità”. E ha annunciato la querela.

Ruby-Berlusconi: la verità di Verzini

Verzini è stato legale di Ruby nel 2011, tra giugno e luglio, quando si era concluso il processo da cui Berlusconi era stato assolto in via definitiva.

Non è la prima volta che l’avvocato fa dichiarazioni su quel procedimento. Due anni dopo aveva detto che Ruby voleva “costituirsi parte civile” ma che non lo aveva fatto a causa di “interventi esterni”. Inoltre Verzini è stato ascoltato anche dal pm nel caso “Ruby ter” dove Berlusconi è a processo con altri 27 imputati per corruzione in atti giudiziari.

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Il motivo per cui l’ex avvocato di Ruby ha deciso di parlare? Un dovere etico e morale, ha detto. “Dopo lunga ed attenta valutazione reputo mio dovere etico e morale rendere pubblico ciò che si è realmente verificato nella vicenda Ruby”, ha detto in una nota. “Perciò ho deciso autonomamente di rinunciare all’obbligo del segreto professionale assumendomi ogni responsabilità”.

Ruby, il processo di Berlusconi

Poi tira in ballo Ghedini: “L’operazione Ruby fu interamente diretta dall’avvocato Ghedini con la collaborazione di Luca Risso e prevedeva in origine il pagamento di 7 milioni di euro. Un milione per me ed 1 milione per la persona incaricata da Ghedini di accompagnarmi nell’operazione”.

Poi ancora: “Analizzato la situazione ho proposto una linea difensiva diversa (legale e non illegale) che prevedeva la costituzione di parte civile nei confronti di Emilio Fede e, al momento del pagamento, conseguente rinuncia, proposta che Ruby aveva condiviso ed accettato. La mia proposta è stata rigettata da Ghedini-Risso, pertanto non ho proseguito nell’operazione come da loro prospettata, in quanto il rischio professionale e personale per me era altissimo”.

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