Giustizia sportiva: la Fidal penalizzò il GS Valsugana e altre società violando il suo stesso statuto

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Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni che ha annullato la squalifica di tre società, fra le quali il GS Valsugana, che non hanno potuto partecipare per questo ai campionati di società nazionali.

Il punto cardine di tutto sarebbe stato l’irregolare tesseramento delle atlete lettoni che, peraltro, erano già state impiegate dalle società italiane nelle scorse stagioni.

Il tesseramento, per farla breve, è possibile in quanto in Lettonia non ci sono club.

Inoltre, paradossalmente dopo questa vicenda viene redatta dalla Fidal una proposta di collaborazione con la Federazione lettone per ammettere atleti lettoni per il 2019.

Tutto molto strambo e a questo si aggiungono le motivazioni della sentenza: la Fidal (Federazione Italiana Atletica Leggera) è andata contro il suo stesso statuto.

Infatti sono state decise le revisioni delle classifiche tramite la figura del suo Segretario Generale che però non aveva alcun titolo a farlo (secondo lo Statuto trattasi infatti di figura amministrativa e priva di competenza a riguardo, cfr. art. 18).

Questo però in via del tutto eccezionale. Secondo lo statuto, legge primaria e vincolante rispetto ai regolamenti, unici competenti in materia sono gli organi di giustizia, i quali “decidono altresì le controversie loro devolute dallo Statuto e dai regolamenti federali.”

Trovandosi difronte a una violazione della propria stessa costituzione, il Coni non ha potuto fare altro che dare torto alla Fidal.

Le società, ovviamente, sono soddisfatte della “giustizia” anche se arrivata con ritardo, ma per i danni di immagine e l’impossibilità di partecipare a campionati cui avevano diritto qualcuno dovrà pagare.

“Nonostante quanto avvenuto abbia comportato delusioni, senso di impotenza e di ingiustizia per atleti, tecnici, dirigenti e famiglie, – senza pensare al danno d’immagine ed economico subito – il parere del CONI ha regalato una nuova importante ondata di entusiasmo e di fiducia”, ha dichiarato Mattia Gasperini del GS Valsugana.

“Siamo felici dell’accoglimento del ricorso. Ci ridà, ma solo in parte, il maltolto. E’ due anni che siamo messi alla gogna per questo ridicolo “Lettonia-gate”. Il pressapochismo di qualche “sputa sentenze” – amplificato dai social – e dettato da superficialità o con l’intenzione di trarne beneficio personale, lascia strascichi pesanti.”

“Forse sarebbe il caso che questi dirigenti capissero che hanno fatto il loro tempo. O semplicemente che ora, carte alla mano, abbiamo almeno la decenza di chiedere scusa”.

L’articolo Giustizia sportiva: la Fidal penalizzò il GS Valsugana e altre società violando il suo stesso statuto proviene da La voce del Trentino.

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