StreamWeek: la settimana passa tra Amiche Geniali e Baby Squillo

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Questa settimana molto spazio a produzioni originali italiane e all’amicizia femminile, declinata in maniera molto diversa da Baby e L’Amica Geniale, ma anche sul fronte internazionale qualche bella novità, come Her e La Bella e la Bestia.

Scusatemi se oggi arrivo con un giorno di ritardo sul nostro appuntamento settimanale, ma ho avuto dei problemi, nulla di che, nulla che mi impedisca di passare le mie ore insonni a guardare la tv. Quindi tagliamo i convenevoli e passiamo a questa settimana in pillole.

Ultimamente si fa un gran parlare degli adattamenti live action dei film Disney, soprattutto in relazione all’uscita del trailer del Re Leone. Sinceramente non c’è argomento che mi potrebbe interessare meno, è evidente che non sono il target a cui è indirizzata la produzione di queste pellicole visto che ho già visto gli originali, le nuove versioni non mi paiono particolarmente attraenti e, soprattutto, non ho dieci anni. Comunque visto che è evidente una spaccatura nel pubblico riguardo a questi prodotti, mi sono incuriosito, e dato che in settimana è uscito su Netflix La Bella e la Bestia – e che non me lo ero filato all’uscita – l’ho recuperato. La buona notizia è che non mi pare sia questo delitto di cui molti parlano: il fatto che abbiano cambiato alcuni testi dell’originale mi tocca meno di zero, però devo anche sinceramente ammettere che dopo aver finito di vedere la pellicola ho alzate le spalle e pronunciato un sonoro “E sticazzi”.

Ci sono poche cose che mi mettono in pace con me stesso come un film di Wes Anderson. La ricercata estetica del regista, la sua fissazione per la simmetria, le sue storie leggere, perfino le scelte cromatiche in fotografia, le trovo estremamente rilassanti. Uno dei suoi film più leggeri e piacevoli penso sia uno dei primi, Rushmore: ora disponibile su Netflix e anche voi potrete godervi la storia di Max Fischer. Il ragazzino ha una vera e propria fissazione per la scuola che dà il titolo alla pellicola, è uno studente modello e partecipa a innumerevoli attività extracurricolari. Ma nella vita di Max stanno per entrare in scena due adulti che gli cambieranno la vita. Uno splendido Bill Murray che interpreta una sorta di mentore che finisce però in competizione con il ragazzino quando entrambi si innamorano di Miss Cross, una maestra che lavora all’istituto.

Sempre su Netflix vi segnalo l’arrivo della prima stagione di The Magician, una specie di Harry Potter per adulti tratto da una serie di romanzi di Lev Grossman (in Italia non hanno mai finito di pubblicarla, spero che con l’arrivo della serie qualcosa si smuova). Infine su Prime Video vi segnalo Ogni maledetto Natale, una commedia scritta dagli autori di Boris e interpretata da metà del cast della serie e parecchi bravi attori italiani. La storia ruota attorno a una coppia e alle due cene, della vigilia e del giorno di Natale, che i due passano scoprendo le stranezze delle rispettive famiglie. Il film non è completamente a fuoco e, soprattutto quando prova a fare critica sociale e satira dei costumi, fallisce a più riprese, ma rimane comunque un piacevole diversivo… e poi ho deciso che fino a Natale vi consiglierò sempre almeno un film natalizio.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto potere, non potrei mai dirvi che l’ennesimo film Netflix con protagonista Jared Leto, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni.

L’amica Geniale (RayPlay)

La serie, una cooproduzione Rai Fiction e HBO, si basa sui romanzi scritti da Elena Ferrante. Per chi non lo sapesse, è opinione comune che il nome dell’autrice sia uno pseudonimo e, ad oggi, la vera identità della Ferrante è sconosciuta. Tutt’altro che sconosciuta invece è la sua serie di romanzi ambientata nella periferia di Napoli, infatti il successo italiano è diventato ben presto internazionale ed è certamente il motivo che ha portato alla produzione congiunta tra Rai e HBO. Il problema fondamentale però, a parere del vostro spacciatore di serie preferito (la mia è una speranza), è che L’amica geniale somiglia troppo a una fiction Rai e poco a una serie HBO. Fatta eccezione per le due straordinarie interpreti bambine, che recitano con una maturità e una sicurezza inconsuete per la loro età, il cast di attori adulti non regala, almeno in queste prime due puntate, delle performance all’altezza. Ad esempio spezzano il ritmo (anche quello lento fino ad essere estenuante) le forzature, nelle espressioni e nei toni fin troppo enfatici, della recitazione della maestra elementare che risulta sempre un po’ troppo sopra le righe. Inoltre, per finire con i difetti della serie, la scenografia risulta essere fastidiosamente finta, senza nessuna personalità, mentre nel romanzo il rione dove si ambienta la storia è uno dei protagonisti assoluti. Questa ristrettezza dell’orizzonte prosegue con inquadrature che spaziano dai piani medi ai primi piani, senza mai allargare, senza dare il minimo respiro alla scena. E sebbene all’inizio possa sembrare una scelta per restituire l’angoscia di vivere rinchiusi nel rione, senza prospettive, dopo due ore di girato inizia a diventare un’imposizione che castra le ambizioni internazionali della serie. Però, dopo avervi detto tutto quello che non mi è piaciuto nella serie, devo anche spezzare una lancia a favore di una storia che si concentra con grazia sulla figura femminile, sui rapporti che si creano tra amiche, tra madri e figlie, tra mogli e mariti. Una storia che mi ha convinto a proseguire con la visione della serie a dispetto dei suoi limiti produttivi e alla sua povertà tecnica.

Baby (Netflix)

Se qualche buona parola per L’amica geniale l’ho potuta spendere, sulla nuova serie italiana prodotta da Netflix c’è davvero poco di lusinghiero da dire. Quindi cominciando da quello che ho visto di buono: Benedetta Porcaroli Alice Pagani, le due protagoniste della serie, sebbene non siano graziate da doti attoriali particolarmente spiccate (e se non avessi visto all’opera le bambine de L’amica geniale imputerei la cosa alla giovane età), hanno le facce perfette per la parte. Anzi la verità è che hanno le facce perfette per iniziare una lunga carriera da protagoniste della scena italiana. Ecco, questo è più o meno tutto quello che di buono c’è in Baby. Infatti la storia, che prende avvio da un fatto di cronaca che svelava un giro di prostituzione minorile tra le ragazze della Roma bene dei Parioli, finisce poi per girare su se stessa e non riuscire a dare nessun valore sociale o morale alla sua narrazione. Se sono le vicende di una giovane ragazza che decide di prostituirsi senza averne bisogno economicamente, se sono le motivazioni di una simile scelta e le sue conseguenze a interessarvi, non cercate risposte in Baby, ma magari ripassatevi Giovane e bella di François Ozon, che affronta lo stesso tema, ma lo fa in maniera compiuta, approfondita e seria. Baby NON è una serie su questo tema, Baby è un teen drama scialbo, recitato male, scritto peggio (e per questo do un po’ di tregua anche ad attori navigati come Paolo Calabresi che si ritrovano in bocca improbabili battute e cercano comunque di recitarle con un minimo di mestiere). Peccato, ma non escludo a priori che la serie sia tanto brutta che possa trasformarsi in un cult.

Lei (Netflix)

Parlare di storie mal raccontate e recitate mi ha fatto venire voglia di consigliarvi qualcosa di davvero bello, e per fortuna la scorsa settimana hanno caricato Her su Netflix. Il film di Spike Jonze (che fine hai fatto Spike, perché è dal 2013 che non ci regali un nuovo film?) racconta la storia di Theodore Twombly, un uomo solo e introverso che per lavoro scrive lettere d’amore per conto di altri. Theodore, reduce dalla fine del rapporto con la moglie, inizia quella che ben presto diventa una vera e propria relazione con un’intelligenza artificiale creata appositamente per replicare le emozioni umane. Come molta bella fantascienza la storia dell’interazione tra uomo e macchina diventa un potente mezzo per parlare dei rapporti tra umani, per indagarne la solitudine e l’esigenza di trovare qualcuno da amare. La storia e la tematica potrebbero sembrare, di primo acchito, scontate, ma il modo di raccontarle di Jonze non lo è per nulla. Jonze non spinge molto sull’idea di futuro, il mondo che esamina è il nostro, l’uomo di cui racconta il sentimento è uno di noi. La misura di Jonze come narratore si intuisce nella capacità di mettere in scena immagini che in mano a un autore meno sensibile potrebbero risultare parodistiche e grottesche, ma che nelle mani del regista risuonano di profondo romanticismo.

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

La vita è meravigliosa (Prime Video)

Avete presente quelle liste di libri che tutti dicono di aver letto, ma nessuno lo ha fatto? È una cosa che succede, la fama di un classico è tanto forte e la sua storia tanto citata, omaggiata, ed è alla base di tante evoluzioni successive, che ci si convince che si può darlo per scontato. Sinceramente non sono mai andato oltre al capitolo dedicato alla classificazione delle balene in Moby Dick, ma sono certo che prima o poi lo finirò di leggere e smetterò di raccontare in giro che l’ho fatto. Comunque questa premessa per dire che non avevo mai visto, fino allo scorso anno, La vita è meravigliosa, quello che probabilmente è uno dei film di Natale più famosi di sempre. Il film di Frank Capra è solitamente preso come esempio del trionfo dei buoni sentimenti, favola di Natale per antonomasia e lo è per un motivo ben preciso: è perfetto. Come spesso capita con i classici, dare per scontato che, visto che se ne conosce la storia, non ci sia bisogno di vederli, è un madornale errore. Se, come me, eravate stati tanto stupidi da non vederlo fino ad oggi, recuperate!

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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