Papa Francesco, Angelus dell’Immacolata: “Può tutto chi si fida di Dio in tutto”

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Quando il Signore cerca, ci sono due possibili risposte: il “mi sono nascosto” di Adamo e l’ “Eccomi” di Maria. Ed è su queste due alternative che si centrano le letture della liturgia del giorno dell’Immacolata Concezione. Papa Francesco lo spiega nell’Angelus, sottolineando che “l’Eccomi apre a Dio, mentre il peccato chiude, isola, fa rimanere soli in se stessi”. Al termine dell’Angelus, il ricordo della beatificazione dei martiri di Algeria, e quello dell’Azione Cattolica, di cui si celebrano i 150 dalla fondazione.

In piazza San Pietro campeggia il Presepe di sabbia, svelato ieri pomeriggio, e Papa Francesco si prepara a fare nel pomeriggio la consueta visita piazza di Spagna, per l’incoronazione della statua della Madonna che si fa dal 1953.

Nel suo commento alle letture del giorno, Papa Francesco nota come alle origini c’è l’uomo che dice no a Dio, e invece la pienezza di compie com l’eccomi di Maria. “Eccomi – dice Papa Francesco – è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio”.

Insomma, “eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa. Eccomi è il rimedio contro l’invecchiamento del peccato, è la terapia per restare giovani dentro. Eccomi è credere che Dio conta più del mio io. È scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese”.

Papa Francesco invita a iniziare tutte le giornate con “Eccomi, Signore, oggi si compia in me la tua volontà”. E sottolinea che Maria continua con “avvenga per me secondo la tua parola”, e cioè “non secondo me, ma secondo Te”. Maria “non pone limiti a Dio”, non “ama il Signore quando le va, a singhiozzo”, ma piuttosto “vive fidandosi di Dio in tutto e per tutto”.

Sta tutto qui “il segreto della vita”, e cioè che “può tutto chi si fida di Dio in tutto”, mentre il Signore soffre se “rispondiamo come Adamo”, perché “Dio è Padre, il più tenero dei padri, e desidera la fiducia dei figli”, e invece spesso “sospettiamo di Lui, pensiamo possa mandarci qualche prova, privarci della libertà, abbandonarci”.

È questo “un grande inganno”, dice Papa Francesco, e rappresenta “la tentazione delle origini”, quella del diavolo che “insinua la sfiducia in Dio”. Una tentazione cui Maria sfugge con il suo eccomi.

“E oggi – sottolinea Papa Francesco – guardiamo alla bellezza della Madonna, nata e vissuta senza peccato, sempre docile e trasparente a Dio”. Non significa che “Maria abbia avuto una vita facile”, perché “stare con Dio non risolve magicamente i problemi”, anche perché – ad esempio – dopo l’angelo si allontanò (“un verbo forte) – lei sapeva come sarebbe diventata Madre di Dio, ma l’angelo non lo aveva spiegato ad altri, e subito cominciarono i problemi, dalla “situazione irregolare secondo la legge, al tormento di san Giuseppe, ai piani di vita saltati, a che cosa avrebbe detto la gente…”

Eppure, ricorda Papa Francesco, Maria “mette la fiducia in Dio davanti ai problemi”, lasciata dall’angelo, ma crede che “con lei è rimasto Dio, e si fida”.

È questo “un atteggiamento sapiente: non vivere dipendendo dai problemi – finito uno, se ne presenterà un altro! – ma fidandosi di Dio e affidandosi ogni giorno a Lui: eccomi!”

“Eccomi è la parola, eccomi è la preghiera! Chiediamo all’Immacolata la grazia di vivere così”, sottolinea Papa Francesco

Dopo l’Angelus, Papa Francesco ricorda la beatificazione di padre Pierre Claverie e diciotto compagni, tra i quali i monaci di Tibherine, uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996. “Questi martiri del nostro tempo – mette in luce il Papa – sono stati fedeli annunciatori del Vangelo, umili costruttori di pace ed eroici testimoni della carità cristiana. La loro coraggiosa testimonianza è fonte di speranza per la comunità cattolica algerina e seme di dialogo per l’intera società. Questa Beatificazione sia per tutti uno stimolo a costruire insieme un mondo di fraternità e di solidarietà”.

Papa Francesco ricorda anche i morti della discoteca di Corinaldo, vicino ad Ancona, che sono un mamma e ragazzini, morti nella calca durante un concerto, e prega per loro e per i feriti. 

Papa Francesco saluta anche l’Azione Cattolica, che celebra i 150 anni dalla fondazione. Il Papa la definisce “dono e risorsa per il cammino della Chiesa in Italia”, e ne incoraggia le “articolazioni diocesane e parrocchiali a impegnarsi per la formazione di laici capaci di testimoniare il Vangelo, diventando lievito di una società più giusta e solidale”.

Papa Francesco dice poi che andrà prima a Santa Maria Maggiore, per pregare la Madonna, e poi a piazza di Spagna, per il consueto omaggio alla Madonna.  

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