Terziario, Unione e sindacati firmano gli accordi territoriali. Spinelli: «Accordo importante per il Trentino»

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Detassazione dei premi di produttività e servizi di welfare, contratti a tempo determinato nelle località turistiche e integrativo territoriale di secondo livello: sono questi i tre accordi siglati ieri da Confcommercio Trentino e da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil relativi al contratto del commercio e dei servizi.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort, il vicepresidente, con delega ai rapporti sindacali, Marco Fontanari, la responsabile dell’Ufficio relazioni sindacali e lavoro Giannina Montaruli, il consulente l’avv. Ivan Alberti e il mediatore provinciale Marco Giovannacci.

Soddisfazione anche da parte della Provincia.

L’assessore Spinelli: “Un contratto integrativo territoriale che mette al centro salari, produttività, flessibilità”. “La firma del contratto integrativo territoriale del terziario, che interessa circa 22.000 piccole aziende e 40.000 lavoratori, è un risultato importante per il Trentino. Al centro vi sono i temi della produttività, della flessibilità e delle relative maggiorazioni salariali, rispetto ai quali sono state concordate condizioni migliorative rispetto a quanto previsto dalla disciplina nazionale. L’accordo di oggi segna l’inizio di un nuovo corso delle relazioni aziendali in questo settore, dove da ormai troppi anni non venivano firmati accordi integrativi e mai ne erano stati firmarti di questa portata. L’impegno, anche da parte della Giunta provinciale, è di far sì che non rimanga isolato, nella convinzione che la contrattazione integrativa territoriale e la concertazione con le parti sociali sono strumenti importanti per il futuro dell’economia trentina”. Con queste parole l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli ha commentato la firma, stamani, da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Confcommercio, del primo contratto integrativo provinciale per il comparto terziario. “E’ un accordo equilibrato ma forte – ha detto ancora Spinelli – che coniuga le esigenze di flessibilità delle imprese con una maggiore attenzione alla qualità del lavoro. Le stesse erogazioni economiche, diversificate a seconda delle tipologie contrattuali, redistribuiscono la ricchezza prodotta dal territorio secondo logiche meritocratiche, e concorrono di fatto ad accrescere la produttività delle piccole imprese coinvolte”.

GLI ACCORDI – La firma di questa mattina è l’esito di un lavoro durato oltre un anno e mezzo e riguarderà circa 40 mila lavoratori e 20 mila aziende del Trentino che operano nel mondo del commercio al dettaglio, all’ingrosso, nella distribuzione e nei servizi.

Il primo accordo crea le condizioni per l’applicazione della detassazione (al 10%) alle aziende che erogano premi di produttività, che potranno essere erogati ai lavoratori – al raggiungimento di una serie di obiettivi individuati attraverso indicatori di performance aziendale – anche sotto forma di buoni welfare. Confcommercio Trentino ha già aderito alla piattaforma di welfare aziendale Tre Cuori che consente un utilizzo virtuoso dell’intero sistema, anche a favore del territorio.

Il secondo accordo consentirà alle imprese che operano nei comuni a prevalente economia turistica (quelli individuati già nella legge provinciale che disciplina le attività commerciali, la cosiddetta “Legge Olivi” n. 17/2010) di superare le limitazioni previste dal Decreto Dignità sui contratti a tempo determinato, dando la possibilità alle imprese di poter riattivare contratti a termine con lavoratori con cui hanno già avuto esperienza nelle precedenti stagioni; è prevista un’indennità di stagionalità pari al 6% sulla retribuzione oraria del lavoratore.

Il terzo è un accordo territoriale, di secondo livello, prevede un elemento premiante per i lavoratori in ragione del loro indice di presenza in azienda che può arrivare fino a 250 euro lordi all’anno e si applica per i tassi di assenza inferiori al 20%. L’accordo prevede inoltre la maggiorazione per domeniche e le festività (8 e 26) di dicembre con un 30% che si somma all’altro 30% già previsto dalla contrattazione nazionale.

«Si tratta – spiega il presidente Giovanni Bort nel corso della conferenza stampa – di un passo significativo nei rapporti tra imprese e sindacati, che mi auguro possa proseguire e portare altri buoni frutti. Esprimo senz’altro la soddisfazione di Confcommercio Trentino per questi accordi che mirano a rafforzare l’economia trentina nel suo complesso».

«Dopo molti anni di assenza – commenta il vicepresidente Marco Fontanari con delega ai rapporti sindacali – oggi abbiamo siglato questa intesa che ha comportato diversi mesi di lavoro ma che, alla fine, ci ha permesso di ottenere un risultato significativo. Sono presenti elementi incentivanti che mirano a dare il giusto peso ad un contesto aziendale sano e orientato alla crescita. Siamo certi che a scrivere le sorti di un’impresa è sì l’imprenditore ma l’apporto dei collaboratori è decisivo. Ci auguriamo che questa stagione di rapporti sindacali possa proseguire, magari anche in direzione di una rivisitazione del costo del lavoro: il cuneo fiscale in Italia è eccessivamente elevato e si traduce in un costo del lavoro altissimo per le aziende che non ha corrispondenza nel salario netto del lavoratore. Riducendolo riusciremo ad immettere nell’economia nuove e maggiori risorse per avviare un ciclo di crescita positivo».

«Altri ambiti di intervento – ha sottolineato Giannina Montaruli – importanti, previsti dall’accordo di 2°, livello riguardano la formazione continua e l’alternanza scuola-lavoro. Come Confcommercio Trentino crediamo molto nella sensibilizzazione verso questi temi: con la firma di oggi avremo la possibilità di promuovere congiuntamente il posizionamento delle risorse disponibili dei fondi paritetici per realizzare interventi formativi diversificati e maggiormente rispondenti alle esigenze di lavoratori e imprenditori e di portare avanti la diffusione di una cultura di maggiore dialogo tra imprese e scuole, valorizzando le buone prassi anche attraverso l’istituzione anche del marchio “Azienda formativa”».

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