Tragedia discoteca, venduti 1.400 biglietti ma la capienza era di 469 posti

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Ancona, 8 dic – Mentre proseguono le indagini sulle cause della tragedia alla discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona, in cui sono morte sei persone, iniziano a emergere particolari che potrebbero portare all’individuazione delle responsabilità.

“Dai primi accertamenti abbiamo verificato che sono stati venduti dalla discoteca più biglietti di quanti il locale potesse contenere”, spiega il comandante provinciale dei Carabinieri, Cristian Carrozza. “Stiamo facendo accertamenti, abbiamo sequestrate le matrici, faremo accertamenti con la massima attenzione”. Sarebbero stati “venduti 1.400 biglietti, mentre la capienza della discoteca è di 870 posti”, riferisce il procuratore capo di Ancona, Monica Garulli.

“È una tragedia che lascia impietriti, non si può morire così”: queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il pensiero di tutti – dice il capo dello Stato – è di vicinanza e solidarietà alle famiglie delle giovanissime vittime, al loro dolore lacerante, e alle condizioni dei tanti feriti con l’augurio di pronta guarigione. Si dovrà fare piena luce sull’accaduto, accertando eventuali responsabilità e negligenze. I cittadini hanno diritto alla sicurezza ovunque, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago. La sicurezza deve essere assicurata con particolare impegno nei luoghi di incontro affollati, attraverso rigorose verifiche e controlli. Non si può morire così”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è accorso sul posto per portare la sua solidarietà ai parenti delle vittime e ai feriti. Pare che sia stata utilizzata solo una sala su tre. Una sala destinata ad accogliere 469 persone. “Evidentemente con i numeri non ci siamo”, spiega il premier.  “Quello che doveva essere un incontro gioioso, un concerto, si è trasformato in tragedia, una tragedia inaccettabile. Quanto accaduto nella discoteca di Corinaldo, nelle Marche, sta suscitando un grande dolore in tutta la comunità. Il mio pensiero commosso non può che andare a queste vite spezzate e ai loro familiari – aggiunge – Seguo con grande apprensione anche l’evoluzione delle condizioni di salute, alcune molto critiche, delle tante persone ricoverate nelle strutture sanitarie e sto per recarmi sul posto, per verificare di persona quello che è accaduto. Ora è il momento dei soccorsi e del cordoglio, ma è chiaro che sono numerose le domande in ordine alla responsabilità di questa tragedia, al rispetto delle norme di sicurezza, che dovranno trovare una risposta chiara, celere e univoca. Lo pretendiamo”.

Un “accorato appello a chi gestisce i locali pubblici: devono adottare tutte le cautele con grande senso di responsabilità, considerando che i quei locali possono entrare i loro figli per prevenire tragedie del genere”, dice poi il premier al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza ad Ancona.

“Non si può morire così a quindici anni, un pensiero e una preghiera per i sei morti di stanotte nelle Marche, e una speranza per i tredici feriti gravi ancora ricoverati. E un impegno: trovare i responsabili di queste sei vite spezzate, chi per cattiveria, stupidità o avidità ha trasformato una serata di festa in una tragedia“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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