Curiosità

L’intelligenza artificiale batte il poker?

L’abilità di un computer di eseguire ragionamenti analoghi alla mente umana e prendere decisioni con razionalità – è quanto promette la cosiddetta Intelligenza artificiale (AI), da qualche anno applicata in diversi settori, dall’automotive alla medicina, fino all’intrattenimento. Proprio in quest’ultima categoria, spicca il comparto del gioco. In passato sono stati già diversi i casi in cui un computer ha sfidato veri campioni di scacchi e di altri giochi, con risultati sorprendenti. Ciò che più ha colpito gli esperti è la grande capacità di adattamento dei bot a situazioni che si sono rivelate sempre più complesse.

Gli studi nel poker

Diversi i test eseguiti in cui sono stati impiegati bot per sfidare grandi campioni. D’altronde in questi ultimi anni si sono evoluti non soltanto i giocatori ma anche le poker room online, oggi perfettamente legali nel nostro paese, dove ogni giorno migliaia di utenti si danno appuntamento per giocare in molteplici specialità, dal cash game ai tornei con montepremi garantiti. Malgrado il livellamento verso l’alto dei giocatori, oggi mediamente più “preparati” rispetto al passato, da quando è entrata in gioco l’Intelligenza artificiale, non ce n’è per nessuno.

I bot nel mondo di oggi

Osservare i comportamenti umani e ripeterli – è questa la principale funzione dei bot. Si pensi ad esempio alle chat dei servizi di assistenza dei provider di telecomunicazione, come ad esempio la popolare WindTre. Un bot chiamato “Will” è pronto ad aiutare la clientela in qualsiasi momento. In questo caso non c’è una persona in carne ed ossa a dialogare con gli utenti ma un bot, ovvero un programma opportunamente “addestrato”. Questo è soltanto un esempio. Fra le molteplici applicazioni, ha destato impressione come un programma del genere riesca ad avere la meglio di pluricampioni nei giochi online, un settore in buona salute e con numeri in crescita in Italia.

I bot nel poker

Negli ultimi anni sono stati realizzati diversi test a fini di ricerca ricorrendo all’intelligenza artificiale.  Libratus e Pluribus sono tra i più noti programmi applicati al gioco. L’obiettivo era sviluppare una serie di applicazioni scientifiche da impiegare in molteplici campi, come ad esempio nella sicurezza online. Si è scelto il poker poiché si tratta notoriamente di un gioco a informazioni parziali. L’uomo adotta comportamenti differenti per vincere una mano, come il bluff o l’osservare gli atteggiamenti degli avversari prima di prendere una decisione. Ciò diviene più difficile per un bot ma Libratus e Pluribus hanno sopperito a queste mancanze, essendo stati istruiti per vincere. Si sono tenute sessioni di più giorni contro campioni di poker di caratura mondiale. Chi ha vinto? I bot.

L’Intelligenza artificiale nel poker: come funziona

Ridurre il numero di combinazioni non ottimali e imparare dalle mosse degli umani. Sono questi i due punti cardine attorno a cui sono stati programmati i bot nel poker. Basta osservare il comportamento degli avversari per imparare perfino a bluffare – una situazione impensabile fino a poco tempo fa per una “macchina”. Un altro punto a favore dei bot è la mancanza di stanchezza, a differenza dei giocatori che dovevano alzarsi per riposare, bere e mangiare. Nei periodi di pausa, i computer non si fermavano ma analizzavano le partite giocate, facendosi trovare ancora più preparati ai round successivi. È la scienza applicata al poker. Chi affronta abitualmente online altri giocatori può comunque dormire sonni tranquilli: i software delle più importanti poker room italiane sono certificati e adottano una distribuzione casuale delle carte. Non c’è dunque pericolo di trovarsi di fronte a bot praticamente imbattibili.

Potrebbe piacerti...