La menopausa rappresenta una fase importante nella vita di ogni donna, caratterizzata da cambiamenti fisici e ormonali significativi. Spesso, questa transizione naturale porta con sé una serie di sintomi che possono influenzare il benessere quotidiano, come insonnia, sbalzi d’umore, vampate di calore e dolori articolari. Ultimamente si sente parlare di CBD come di una sostanza benefica e potenzialmente utile anche in affiancamento ai rimedi per alleviare i disturbi legati alla menopausa. Ma sarà proprio così? Andiamo con ordine.
La menopausa: sintomi e sfide quotidiane
La menopausa è un processo fisiologico che segna la fine della fase fertile di una donna, solitamente tra i 45 e i 55 anni.
La diminuzione degli ormoni estrogeni provoca una serie di sintomi, la cui intensità varia da donna a donna:
- Vampate di calore e sudorazione notturna;
- Insonnia e disturbi del sonno;
- Ansia, irritabilità e cambiamenti d’umore;
- Dolori articolari e muscolari;
- Secchezza della pelle e riduzione dell’elasticità.
Questi cambiamenti, oltre a essere fisicamente sfidanti, possono incidere profondamente sulla qualità della vita e sull’equilibrio emotivo.
Cos’è la cannabis light?
Negli ultimi anni, in cui è cresciuto notevolmente l’interesse verso tutto ciò che è biologico e naturale, è cresciuto anche l’interesse verso la cosiddetta erba legale, ma di cosa si tratta? La cannabis light è una varietà di cannabis non stupefacente, con bassi livelli di THC (tetraidrocannabinolo) (la quantità di THC deve essere inferiore allo 0,2% come da limiti imposti dalla legge italiana), il principio psicoattivo responsabile dell’“effetto sballo”, e alti livelli di CBD (cannabidiolo), un composto non psicoattivo noto ai più per le sue potenziali proprietà benefiche.
Il rapporto tra CBD e menopausa
Cercando sul web, è possibile trovare alcune fonti, le quali affermano che è stato pubblicato un recente studio nel 2022, in cui è stato esaminato l’uso del cannabidiolo (CBD) in chi soffre di sintomi associati alla menopausa. Secondo questa ricerca, sembrerebbe che alcune donne in perimenopausa e postmenopausa utilizzano il CBD in affiancamento ad altri rimedi per affrontare disturbi del sonno e problemi di umore o ansia. In particolare, il 67,4% delle partecipanti sembra aver riferito di utilizzare il CBD in affiancamento alle cure per disturbi del sonno, mentre il 46,1% in affiancamento alle cure per problemi di umore o ansia.
E’ importante sottolineare che, nonostante l’uso diffuso del CBD tra le donne in menopausa, la ricerca scientifica è ancora in fase preliminare e la ricerca sopra menzionata va verificata a tutti gli effetti. Sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno la possibile utilità e la sicurezza del CBD in affiancamento alle cure per il trattamento dei sintomi della menopausa.
Differenze tra cannabis light e cannabis medica
E’ importante comprendere le differenze principali tra queste 2 tipologie. La cannabis medica contiene livelli più elevati di THC ed è soggetta a prescrizione medica per trattare patologie specifiche. Al contrario, la cannabis light, con il suo basso contenuto di THC (inferiore allo 0,2%), è legale e accessibile senza prescrizione in diversi CBD shop, sia online che sul territorio.
In Italia, la cannabis per uso terapeutico può essere prescritta dal medico solo quando i trattamenti convenzionali non danno risultati soddisfacenti o non sono più sufficienti a controllare i sintomi indotti dalle suddette patologie. Infatti, l’uso della cannabis terapeutica – come riportato dal Ministero della Salute – “non può essere considerato come una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno prodotto gli effetti desiderati, o hanno provocato effetti secondari non tollerabili, o necessitano di incrementi posologici che potrebbero determinare la comparsa di effetti collaterali”.
Conclusioni
In conclusione è bene sottolineare come, sebbene il CBD sia sponsorizzato da molte realtà come una sostanza che può offrire potenziali benefici, è fondamentale e consigliato consultare un professionista sanitario prima di intraprendere qualsiasi utilizzo, per valutare la sua idoneità e sicurezza in relazione alle proprie condizioni fisiche e psicologiche.

