Salute

I cani piangono: è davvero possibile? Per quale motivo succede?

Chi è amante dei cani, probabilmente, già sa che essi non hanno solo sentimenti, ma che si esprimono molto spesso anche come l’uomo. Il comportamento di un cane, infatti, non si discosta tantissimo, in  alcuni casi, da quello dell’essere umano, nonostante possa sembrare strano. A molti può sembrare di certo assurdo ma, ad esempio, anche i cani piangono, proprio come gli esseri umani. Questo avviene perché, proprio come noi, essi sono in grado di percepire dolore sia fisico che psicologico e reagiscono di conseguenza.

Perché i cani piangono

Il pianto del cane, ovviamente, non va inteso come quello umano. Si riconosce un cane che piange quando esso fa dei latrati molto mesti e davvero piagnucolosi e cerca di attirare l’attenzione del padrone. Non avendo il dono della parola, qualunque sia il problema del cane, sia fisico che psicologico, questo è l’unico modo che ha per attirare l’attenzione.

Solitamente il pianto, se associato ad un malessere momentaneo e magari dovuto ad un deficit di attenzione del padrone, è breve e tende a passare non appena quest’ultimo mostra attenzione e coccole all’animale. Tuttavia questo malessere psicologico può in realtà protrarsi per un pò di tempo ed è dunque necessario indagare sulle motivazioni dello stesso.

Lo stesso discorso vale per il malessere fisico. Il padrone, tendenzialmente, si accorge quasi immediatamente se il cane si lamenta e piange perché è ferito e ha un dolore acuto. L’intervento, in questo caso, è abbastanza facile e veloce e non ci sono ulteriori complicanze. Al contrario, se il dolore fisico non è generato da una ferita o da qualcosa di evidente, è importante fare attenzione e portare il proprio cane dal veterinario. La cosa di certo principale in tutti i casi è fare moltissima attenzione ai segnali che manda il nostro animale per interpretare correttamente il suo pianto e intervenire.

I segnali a cui prestare attenzione

Il pianto del cane, se persiste nel tempo, è associato ad un malessere che è importante rilevare. E’ necessario, dunque, prestare molta attenzione ai segnali che l’animale manda anche durante l’arco della giornata, anche quando non piange. E’ importante osservarne i comportamenti per poter interpretare ciò che sta accadendo e intervenire al meglio.

Se al pianto è associata anche una scarsa voglia di giocare, una immobilità più inusuale del solito e anche una scarsa attenzione nei confronti dei richiami vocali del padrone, allora il cane può soffrire di depressione. In questo caso è importante capire quali siano le cause e spesso vanno ricercate in un cambiamento di abitudini che l’animale non riesce ad affrontare. Talvolta accade con l’arrivo magari di un altro animale domestico o di un bambino che in parte cattura l’attenzione del padrone.

Se al pianto sono invece associati anche piccoli morsi o magari continue leccate in una parte particolare del corpo, è molto probabile che il pianto sia dato da un dolore fisico. In alcuni casi qualche ferita non risulta evidente, ma osservando il comportamento dell’animale, è possibile capire dove sente dolore. Nel caso in cui il dolore sia fisico ma, magari interno e dovuto ad altri fattori, è bene osservare la perdita eventualmente dell’appetito e la sonnolenza e ricorrere, dove necessario, al veterinario.

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