Rumeno o Romeno: come si scrive correttamente? Cosa significa e utilizzi del termine

Rumeno o Romeno: come si scrive correttamente? Cosa significa e utilizzi del termine

La lingua italiana è una delle lingue che possiede un lessico particolarmente variegato e vasto. Alcuni termini, infatti, possono essere scritti in differenti modi, pur essendo corretti in entrambe le forme. Questo deriva dal fatto che spesso vengono conservate ancora le terminologie arcaiche all’interno del nostro vocabolario. Terminologie che quindi permettono ad un termine di essere espresso in modo corretto in più modi. Un esempio è la parola rumeno può essere scritta e pronunciata sia come “romeno” che come “rumeno”. La lessicografia italiana recente propone tutte e due le forme e le ritiene completamente equivalenti.

Cosa dice il vocabolario

Molto spesso un termine può essere espresso in due diverse modalità ed è necessario verificare sul dizionario quale sia quella corretta. Il Vocabolario Treccani Universale Italiano, nonché il Devoto Oli, il DISC e infine il Sabatini-Coletti, propongono la forma sia “romeno” che “rumeno”. Il GRADIT propone il termine “rumeno” con la trattazione relativa, ma tuttavia propone il termine rumeno come variante.

Di fatto questo significa che nessuna delle due parole è riuscita ad imporsi come unica variante. Entrambe, infatti, vengono continuamente utilizzate nel lessico e nella morfologia della nostra lingua e quindi risultano essere corrette.

Il significato della parola

Con il termine “rumeno” o “romeno” indichiamo la provenienza di qualcosa e qualcuno dallo stato della Romania. Esistono due varianti dell’etonimo Roman e uno più antico Ruman, entrambi derivanti dal termine latino “Romanu(m)” che significa Romano.

Con questo termine ci si riferiva alla popolazione latina che abitava la regione della Dacia, che corrisponde alla nostra Romania. Questo termine si riferiva alle popolazioni abitanti dopo la conquista Romana di questa regione, avvenuta nel secondo secolo dopo Cristo ad opera dell’imperatore Traiano. In questo periodo sono stati gli alleati romani che si trovavano in loco a conquistare questa regione. Per questo c’è stata una sovrapposizione tra etnie daciche and slave. La Romania, come regione, è sostanzialmente molto nuova poiché il processo di unificazione è recente.

Infatti è solo alla fine dell’800 che si è definito Romania quell’insieme di regioni che prendono il nome di Dobrugia, Moldavia, Transilvania e Valacchia. Si è definita meglio questa regione dopo l’unificazione dello stato in seguito alle guerre balcaniche e soprattutto dopo la Prima Guerra mondiale. Unificazione portata a termine solamente però dopo il Secondo conflitto mondiale che ha mantenuto il nome dello Stato.

La Romania è dunque un insieme di etnie differenti che sono state unificate in tempi recenti. Esse comprendono ungheresi, slavi, tedeschi e rom che provengono dalla regione indiana.

Sì sono formulate ipotesi sulla possibilità di un’origine latina quindi più antica come base nazionale rumena unica. Tuttavia la storia della Romania è piuttosto complessa. Una grande influenza è stata data dal governo austriaco quando la Transilvania passò sotto questa bandiera. E’ in questa occasione che la cultura classica si sviluppò a macchia d’olio all’interno della Regione. E’ in questo momento che ci fu una sorta di unificazione non solo fisica ma anche culturale.

E’ Luisa Valmarin che con un saggio di 1989 cerca di capire il perché si utilizzino Roman e Ruman. Le due forme ebbero casuali poiché scegliere Roman invece di Roman non è una questione formale. La scelta è più legata al rispetto di alcuni aspetti storico politici del popolo rumeno che si riflettono nella semantica di questo nome.

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