Pavimenti in resina: di che cosa si tratta, vantaggi e svantaggi, costi

Pavimenti in resina: di che cosa si tratta, vantaggi e svantaggi, costi

Quando si parla di ristrutturazione casalinga, capita spesso che il naso volga all’ingiù, in direzione del pavimento. Il rivestimento, infatti, è uno dei principali protagonisti di questa tipologia di cambiamenti. A questo punto vengono vagliate varie opzioni, vengono fatte liste dei pro e dei contro dei materiali più in voga, confrontandoli col proprio gusto personale ma anche con il futuro arredamento programmato. Quel che è certo è che il pavimento è uno degli elementi fondamentali del luogo, colui che conferisce carattere e stile.

Negli ultimi tempi, a farsi strada tra le tendenze in fatto di appartamenti, è la resina. Un materiale che abbiamo già ampiamente conosciuto grazie al suo largo impiego nei luoghi particolarmente popolati, come uffici, negozi e luoghi d’esposizione di articoli commerciali. La moda, però, lo vede come nuovo arrivato nelle nostre case, soffiando il primato alle, ormai obsolete, piastrelle.

Cosa sono i pavimenti in resina? Quanto costano?

La resina è un materiale particolarmente resistente agli urti meccanici quanto ai diversi stimoli chimici, dovuti ai composti aggressivi che vengono a contatto con i pavimenti durante le pulizie quotidiane. La resina non viene applicata a mosaico come parquet e piastrelle, bensì posta e stesa direttamente in loco, per poi essere lasciata ad asciugare. La soluzione si rivela parecchio raffinata ed esteticamente apprezzata in tutto il mondo. La resina è elegante, di classe e le sue trame risultano uniche, proprio come impronte digitali. Infatti, non è possibile creare due sole porzioni di resina uguali.

Il prezzo del materiale da pavimentazione è, in via generale, piuttosto economico. Si parte da circa 50 euro per litro, fino ad arrivare a 150, in caso di materiali davvero particolari. Confrontandolo alle piastrelle, si tratta di una buona opportunità di risparmio.

Pro e contro dei pavimenti in resina

Il primo cenno a favore della resina, è ovviamente, la sua resistenza. Il fatto che sia stata adoperata per decenni, in ambienti particolarmente trafficati, la dice lunga sulla sua resa. La presenza di bambini, animali e in generale, differenti tipologie di sollecitazioni, non sono temute da questa tipologia di pavimentazione. Inoltre, è facile da pulire. In assenza delle cosiddette “fughe”, ossia spazi di separazione, come nel caso delle piastrelle, di avvallamenti e di venature, la resina si rivela estremamente versatile quando si tratta di pulizie.

La resina non ha bisogno, tuttavia, di particolare manutenzione: non ha insenature, non assorbe acqua o liquidi e pertanto, non è soggetta alla proliferazione di microrganismi dannosi per la salute di chi abita in casa o per il pavimento stesso. Infine, è facilmente restaurabile, qualora si verificassero danni da urti considerevoli.

I problemi che possono derivare dall’avere un pavimento in resina, invece, sono proprio legati alla sua idrorepellenza e alla sua liscezza. Senza ruvidità e ancor di più, in presenza di acqua, è facile che disattenzioni da parte degli inquilini dell’appartamento, possano provocare la loro caduta per scivolamento. Per scongiurare questi inconvenienti, infatti, è possibile optare per un rivestimento ruvido, posto al di sopra della resina. Ma a questo punto, risulterà leggermente meno igienico della resina “nuda”.

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