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La macchina di Santa Rosa: il culto della santa bambina

Il 3 settembre nella città di Viterbo si festeggia Santa Rosa una tradizione e devozione che riempie di orgoglio tutta la città e i suoi cittadini.

La storia della Santa 

Rosa venne al mondo nel 1233 a Viterbo, affetta da una rarissima patologia che aveva privato la piccola dello sterno, per l’epoca essere rimasta in vita fino al compimento del diciottesimo anno è stato per l’epoca un’evento miracoloso. Durante la sua giovane vita a Rosa le vennero attribuiti  molti miracoli. La ragazza venne allontanata da Viterbo dopo aver manifestato il suo più totale sostegno alla chiesa in una città Ghibellina. Rosa venne riaccolta nella città ormai da morta.

Il culto della Santa ebbe inizio proprio in concomitanza della sua morte avvenuta il 6 marzo del 1251, un’anno dopo  è stato Papa Innocenzo IV nel 1252 ad avviare il processo di canonizzazione. Nel 1457 invece Callisto III ordinò un nuovo processo di canonizzazione, purtroppo Rosa non verrà mai canonizzata con il rito solenne a causa della morte del Papa.

Il 4 settembre del 1258 la salma della Sante venne portata in spalla da alcuni Cardinali in presenza di Papa Alessandro IV nel monastero di San Damiano, diventata successivamente la chiesa di Santa Rosa.

Proprio da questo avvenimento nasce la “Macchina di Santa Rosa” , un monumento alto 30 m e dal peso che supera i 5000 kg, trasportata con l’aiuto di 100 uomini, Santa Rosa sfila per la città di Viterbo proteggendo i suoi abitanti e la città.

I facchini 

I Facchini di Santa Rosa sono gli uomini che si prestano a trasportare la santa per le vie di Viterbo. Il vestiario tipico dei Facchini è formato da pantaloni, camicia e calzettoni rigorosamente bianchi.  Alla vita dei Facchini viene avvolta una fascia rossa nella vita, naturalmente la simbologia dei colori è molto importante, il bianco rappresenta la purezza della santa morta in giovane età, il rosso il vestale dei cardinali, i primi a trasportare la salma di Santa Rosa. Per diventare “Facchini” o mantenere la posizione dell’anno precedente bisogna superare una prova di resistenza fisica,  che consiste nel trasportare una cassa del peso di 150 kg per un percorso di 90 m.

I festeggiamenti per Santa Rosa

Alla vigilia dei festeggiamenti della santa, la città accoglie la processione religiosa affiancata dallo storico corteo composto da circa 300 persone, vestire con abiti storici tipici del XII e il XIXsec. Il momento più importante ed emozionante arriva il giorno dopo, quando i “Facchini” trasportando la santa arrivando nella chiesa di Santa Maria Liberatrice, cantando in onore della Madonna urlando ” Mira il tuo popolo”.

Un coro formato da 100 voci maschili, dopo la chiusura delle funzioni religiose i viterbesi possono godersi il dolce tipico della santa ” la pagnottella di Santa Rosa” un pane dolce arricchito con noci, uvetta e nocciole.

Come arrivare?

IN AUTO: per chi arriva da Nord e decide di percorrere l’autostrada A1 al casello di Attigliano distante circa 22 km da Viterbo per poi percorrere la S 204 percorrendo invece la via Aurelia ed uscire a Montalto di Castro.

per chi invece arriva da Sud è necessario lasciare l’autostrada A1 al casello d’Orte che dista da Viterbo all’incirca 25 kg per poi percorrere la S 204.

TRENO: Stazione di Viterbo ( Roma Ostiense) e Orte da Viterbo,Roma Termini, Firenze e Perugia.

AEREO: Dall’ aeroporto Leonardo Da Vinci e poi prendendo un treno direzione Orte.

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