Salute

Come vivere la sessualità ai tempi del Covid

La pandemia di Covid-19 ha stravolto le nostre vite, costringendoci a ripensare tutti gli aspetti sociali ed economici. Un tema poco discusso è quello della sessualità ai tempi del coronavirus, soprattutto considerando fenomeni come l’elevato numero di single e di uomini che si rivolgono alle sex worker. Capire come muoversi in questo campo non è semplice, specialmente perché l’argomento rimane spesso un tabù sul quale c’è poca trasparenza e informazione.

In particolare, per quanto riguarda le escort dopo un calo considerevole nei mesi di lockdown i clienti sono tornati in massa, come indicato dall’aumento di annunci su siti web come Sexyguidaitalia.com. In Italia ci sono oltre 100 mila professioniste, un numero che fa capire la portata di tale attività e il coinvolgimento di milioni di uomini, una situazione che insieme al sesso occasionale può rappresentare un rischio davvero elevato per la sicurezza sanitaria.

I rapporti sessuali e il rischio di trasmissione del coronavirus

Secondo il Ministero della Salute, oltre alle opinioni dell’OMS e delle principali associazioni mediche italiane e internazionali, il sesso non rappresenta un veicolo di trasmissione del virus se si utilizzano i dovuti accorgimenti. Innanzitutto la via sessuale non è ancora stata provata a livello scientifico, quindi non sono noti casi di trasmissione del Covid-19 attraverso i liquidi seminali e le secrezioni vaginali.

Ad ogni modo è importante proteggere le vie aree durante l’incontro con un partner occasionale, utilizzando sempre la mascherina e lavandosi le mani in modo accurato. L’autoerotismo non rappresenta un particolare problema, tuttavia è essenziale che le mani siano igienizzate prima di entrare a contatto con l’altra persona, oltre a disinfettare eventuali sex toy e altri oggetti impiegati durante l’incontro.

Naturalmente è fondamentale evitare i baci e non togliere la mascherina durante tutto l’appuntamento, una necessità alla quale possono sfuggire soltanto le coppie stabili. Un rischio elevato è invece rappresentano da pratiche come il sesso orale, poiché è indispensabile togliersi la mascherina e anche usando dei preservativi o altre protezioni la possibilità di un contagio diventa elevata.

Allo stesso modo anche il sesso anale è una pratica che andrebbe evitata, almeno per il momento, in quanto le feci costituiscono un mezzo di trasmissione per il Covid-19. Ad ogni modo, in questo caso è possibile utilizzare la mascherina e le giuste protezioni, rendendo tale pratica abbastanza sicura, tuttavia dopo l’atto è importante adottare alcune accortezze e lavarsi subito le mani con acqua e sapone o alcol in gel.

Il problema del sesso occasionale e l’alternativa virtuale

Nonostante sia possibile fare sesso sicuro e proteggersi dal rischio contagio, ad esempio adoperando la mascherina, lavandosi le mani e usando sempre le dovute protezioni, oltre a evitare alcune pratiche sconsigliate, è evidente come molti specialisti sconsiglino in questo momento il sesso occasionale. Per adesso la trasmissione del virus avviene con la saliva e con le feci, mentre non è riconosciuto il contagio attraverso l’urina o il liquido seminale.

Tuttavia il distanziamento sociale ha portato molti uomini e donne a preferire altre soluzioni per gestire la sessualità ai tempi del Covid, come dimostra l’aumento dei sistemi digitali per il sesso a distanza. Ciò riguarda soprattutto le persone che hanno rapporti occasionali, in assoluto quelli più a rischio, poiché si incontrano persone diverse delle quali non si conosce nulla e che potrebbero essere positive e asintomatiche.

Per questo motivo sono in crescita attività online come le webcam girl, le chat room dedicate agli incontri sessuali, le videochiamate erotiche e il sexting, tutte forme di erotismo virtuale molto diffuse soprattutto tra i più giovani. La pandemia ha portato sempre più adulti a scoprire queste funzionalità, un modo per trascorrere i lunghi mesi di quarantena e trovare sfogo per i propri stimoli sessuali, con molte persone che continuano a usare tali servizi anche nel post-coronavirus.

Naturalmente il rischio zero rimane l’astinenza completa, sebbene non rappresenti una possibilità concreta per molte persone, senza contare il pericolo dell’isolamento eccessivo legato alla sessualità virtuale a distanza. La situazione è senz’altro complessa in questo momento, soprattutto con un possibile aumento dei contagi e una seconda ondata in autunno o in inverno, una condizione che potrebbe mettere a dura prova la sessualità di milioni di persone.

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