Il recipiente di Zi Dima
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Il recipiente di Zi Dima: ecco come il personaggio pirandelliano è rimasto nella giara

La novella “la Giara” di Pirandello prende il nome dal recipiente di Zi Dima Licasi, l’artigiano della novella.

Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, scrisse questa novella nel 1909. Da questa ne fece poi una commedia in un atto unico nel 1916. L’anno successivo viene inserita nella raccolta Novelle per un anno.

All’interno della storia lo scrittore ha inserito molti elementi tipici di Agrigento, e che a lui erano molto cari, come i conflitti interpersonali e l’ambientazione.

La trama della Giara

La novella è ambientata in Sicilia, in una zona di campagna, con protagonisti Zi Dima Licasi, un artigiano chiamato anche conciabrocche, e Don Lollo Zirafa, un ricco proprietario terriero della zona, conosciuto per essere piuttosto taccagno.

Nella storia Pirandelliana si parla della disputa avvenuta tra i due su un’enorme Giara.

Siamo in periodo di raccolta di olive, e Don Lollo acquista questo enorme recipiente per raccoglierle. Purtroppo, però, durante una notte si rompe misteriosamente, così il ricco proprietario terriero è costretto a rivolgersi all’artigiano della zona: Zi Dima.

Subito, i due cominciano una discussione su come la Giara dovesse essere riparata. Zi Dima pensa che per riportare la Giara come nuova basti il suo mastice miracoloso, Don Lollo crede che l’artigiano debba fissare ogni punto anche dall’interno del recipiente.

Durante la riparazione Zi Dima rimane bloccato all’interno della Giara, e a questo punto nascerà una nuova disputa tra i due per il pagamento del compenso.

Don Lollo, pur di non pagare il compenso a Zi Dima per la riparazione della Giara, si rivolge ad un avvocato. Nonostante tutto, Don Lollo alla fine non riuscirà a spuntarla, e si ritrova costretto a pagare il compenso all’artigiano, chiedendo però in cambio un risarcimento per la rottura del recipiente dopo che questo si sarà liberato.

Zi Dima, più che convinto che lui non debba niente al proprietario terriero, decide di rimanere dentro alla Giara e di vivere lì.

Don Lollo, frustrato della risposta, prende a calci la Giara per sfogare la sua rabbia. Quest’ultima, a causa dei continui colpi, comincia a rotolare e finisce con lo schiantarsi contro un albero rompendosi in mille pezzi. Zi Dima, finalmente libero, vince quindi la disputa.

Il recipiente di Zi Dima: chi era questo personaggio? Perché è rimasto nella Giara?

Pirandello con il suo racconto espone ironicamente delle tematiche molto ricorrenti dell’epoca. Don Lollo è il ricco proprietario terriero, attaccato in modo morboso ai beni materiali. Ricorre quindi il tema della roba, un tema introdotto da Verga vero la fine del 1800.

Zi Dima, invece, è il povero artigiano che si sostiene solo grazie al suo lavoro, e che la sua dignità la deve alla sua esperienza nel mestiere. Il conciabrocche è sicuro di sé, e sa che l’unico modo per riparare la Giara è quello di usare il mastice miracoloso. Tuttavia si ritrova costretto a svolgere il suo lavoro in un altro modo perché il proprietario terriero crede di saperne più di lui in merito. Ecco come rimane bloccato nella Giara: riparando il recipiente nel modo sbagliato.

Zi Dima, a questo punto, sceglie di rimanere nella Giara per non essere sottomesso da qualcuno che crede di essere più forte di lui solo perché ricco; la stessa persona, che a causa della troppa vanità, lo ha fatto bloccare nella Giara.

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