Il gatto con gli stivali
Curiosità

Il gatto con gli stivali: la trama e la vita di Charles Perrault

“Il gatto con gli stivali” fu scritto da Giovanni Francesco Straparola nel 1550. La fiaba fu inserita nella raccolta “Le piacevoli notti”, e probabilmente fu ispirata ad un racconto della tradizione popolare.Nel 1600 ne pubblicò un’altra versione Giambattista Basile, e verso la fine del XVIII secolo fu riscritta da Ludwig Tieck.

Tuttavia, la versione più celebre è quella di Charles Perrault. È, infatti, a lui che si riconosce la paternità dell’opera, poiché è suo il merito se questa fiaba è pervenuta fino a noi.
Quest’ultimo inserì il racconto nella raccolta “Contes de ma mère l’Oye”, insieme ad altre celebri storie quali Cappuccetto Rosso, Cenerentola, La Bella Addormentata, e Pollicino. La raccolta fu pubblicata nel 1695, quando l’autore aveva sessantasette anni.
Questa particolare versione della fiaba si diffuse in tutto il mondo, riscuotendo un enorme successo. In Italia fu tradotta da Carlo Collodi. 

Trama della fiaba

La storia del gatto con gli stivali insegna che la ricchezza la si acquisisce con l’astuzia e delle volte con l’inganno. Il racconto narra di un gatto che, lasciato in eredità al figlio di un povero mugnaio, s’ingegna a far arricchire il suo padrone grazie alla sua furbizia. Il gatto con gli stivali, infatti, offre al re numerosi regali da parte del suo padrone, dicendo che lui è un marchese, precisamente il marchese di Carabas. Oltre a questo, mette in atto tanti altri inganni per convincere il re a far sposare sua figlia con il marchese di Carabas. Infine, sempre con l’inganno, riesce ad ottenere il castello di un famoso orco, insieme a tutte le sue ricchezze, che donerà di conseguenza al suo padrone per permettergli di diventare a tutti gli effetti un ricco nobile.

Vita di Charles Perrault

Charles Perrault nacque a Parigi nel 1628. Fu indirizzato agli studi di legge dal padre, e cominciò a lavorare nei servizi statali fin da giovane.
Si avvicinò alla letteratura solo nel 1678, quando rimase vedovo. Dovendo crescere da solo quattro figli piccoli, tutti al di sotto dei cinque anni di età, pensò che il metodo migliore per istruirli era quello di scrivere delle storie educative, dei racconti per bambini che potessero mantenerli innocenti, ma allo stesso tempo insegnare loro delle grandi verità sulla vita. Cominciò quindi a scrivere storie che contenessero una morale, come quelle contenute nel volume “Racconti e storie del tempo passato con una morale”, oppure la raccolta “i racconti di mamma Oca”.
Perrault scriveva di tutto, sia storie che erano frutto della sua fantasia, sia fiabe riprese dalla tradizione popolare. Molte di queste erano trascrizioni, oppure modifiche di racconti scritti da Giambattista Basile, come del resto avvenne con “il gatto con gli stivali”. Lo scrittore francese, infatti, rielaborò la fiaba tanto da crearne una sua versione personale, completamente differenti dalle versioni scritte dai suoi predecessori.

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