Caronte
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Caronte: storia e leggende sul traghettatore infernale di Dante

Non sai chi è Caronte? Risulta un po’ difficile credere che tu non ne abbia mai sentito parlare, o che tu non abbia mai studiato la Divina Commedia. Tuttavia, se proprio il suo nome non ti dice nulla, meglio rinfrescare la memoria. Caronte è un traghettatore di anime, che le conduce da una sponda all’altra del fiume Acheronte; è un vecchio dall’aspetto sciupato, pelle e ossa con il corpo in decomposizione ed il volto coperto da una folta barba bianca. I suoi occhi sembrano fiamme, indossa un mantello grigio e conduce una barca dall’aspetto infernale. Il suo compito è quello di  stabilire quali anime possono attraversare il fiume, e di torturare quelle che non possono salire sulla sua barca. Queste ultime, infatti, vengono colpite con i suoi remi finché non si adagiano sul fondo del fiume.

Caronte agli occhi della Divina Commedia

Nella Divina commedia di Dante, Caronte è rappresentato come un uomo in collera, che odia lui stesso, nonché la sua stessa vita, e di conseguenza coloro che accompagna.
Sulla sua imbarcazione venivano accorte migliaia di anime per volta, tutte ammassate in un punto ben lontano da Caronte, poiché questo non voleva averle vicine. Tuttavia, non tutte le anime avevano il consenso di salire sull’imbarcazione, e chi tentava di intrufolarsi senza il suo consenso, veniva severamente punito.

Dall’altra parte del fiume Ade si trovava il demone Minosse, il quale li giudicava e stabiliva quale fosse il girone infernale in cui dovevano andare. A questo punto, le anime venivano punite per l’eternità in quanto erano peccatori.

La storia di Caronte: perché il traghettatore di anime viene visto come un demone

La descrizione di Caronte è quella di una creatura crudele vista come un demone, quella di un essere orrendo, che tortura le povere anime dei morti. Nella divina commedia, per esempio, Dante descrive il personaggio di Caronte come un essere temibile e spaventoso, di cui anche gli stessi peccatori hanno paura. Sanno che Caronte non ha pietà di nessuno.

La demonizzazione di Caronte rientra nell’uso tipicamente medievale, quando le divinità pagane mutarono in esseri diabolici, peccatori che affrontavano Dio, e come tali destinate agli inferi.

Leggende pagane sul traghettatore di anime

Il custode Caronte vigila sulle acque dell’Acheronte, un fiume infernale pieno di nebbie e foschie che segna il confine tra Inferno e Antinferno. Il fiume, inoltre, divide il mondo dei vivi da quello dei morti.

Per i greci e i romani questo eterno vagare senza meta era la sorte peggiore. Secondo loro, questa sorte era destinata a chi era morto senza poter ricevere omaggio dai propri cari sopravvissuti, o a chi veniva dimenticato e seppellito senza alcuna cerimonia. Nella religione greca, così come in quella romana, Caronte era identificato come Ade, e il suo compito era appunto quello di impedire a chi non avesse ricevuto le onorante funebri di passare al di là del fiume Acheronte, costringendolo ad un eterno vagare tra la nebbia. La sua missione, dunque, non era quella di torturare le anime, bensì quella di supervisionare le porte del mondo dei morti, assicurandosi che ne facessero ingresso solo le anime ricordate dai vivi.

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